“Il fascismo voleva le donne mogli e madri, non dovevano avere un ruolo sociale”
La Camera così com’è non piace a Laura Boldrini. Quei corridoi pieni di mezzibusti con le grandi personalità che hanno dedicato la propria vita alla costruizione dello Stato italiano sin dal Risorgimento secondo la Boldrini sono una grande ingiustizia: “In questo Parlamento non c’è uno spazio dedicato al percorso femminile nelle istituzioni rappresentative” ha detto agli Stati generali al femminile dell’Anci, l’associazione dei Comuni. Ormai non c’è neanche più da stupirsi, le priorità della quarta carica dello Stato girano sempre sugli stessi argomenti, ripetitivi e anacronistici, manco fossimo ancora ai tempi delle Suffragette.
Così la Boldrini tira fuori dalla borsetta l’idea del secolo, che siamo sicuri rivoluzionerà l’agenda politica ed economica del Paese: “le donne che ci portarono al voto sono state purtroppo dimenticate – ha tuonato – dico in anticipo che alla Camera faremo una sala dedicata alle donne: la prima donna sindaca, la prima donna deputata, la prima donna ministra. Lo faremo proprio in occasione del settantesimo anniversario del voto alle donne”. LIBERO