L’AQUILA, 05 APR – A sedici anni dal sisma del 2009, la ricostruzione dell’Aquila e del suo comprensorio si avvicina a una fase cruciale. Tra rallentamenti burocratici, emergenze successive e nuove normative, il bilancio attuale restituisce un quadro di sostanziale avanzamento, ma non privo di criticità. Ad oggi, secondo i dati diffusi dall’Ufficio speciale per la ricostruzione L’Aquila, sono state presentate 29.828 pratiche di ricostruzione privata, di cui 29.284 concluse. Di queste, 3.592 sono state archiviate o annullate, mentre ne restano da istruire ancora 544. La percentuale di pratiche istruite sul totale presentato supera il 98%.
L’esperienza degli interventi post-sisma all’Aquila “può diventare un modello per la futura ricostruzione dell’Ucraina”
L’AQUILA, 05 APR – Durante una recente visita a Bruxelles delle delegazioni degli Uffici speciali Usra e Usrc, i modelli adottati in Abruzzo sono stati apprezzati come possibile riferimento per affrontare la complessa sfida della ripartenza in territori colpiti da guerre e catastrofi. Lo ha riferito il titolare dell’Ufficio speciale della ricostruzione L’Aquila, Salvo Provenzano.
“A Bruxelles si è discusso anche di una possibile collaborazione futura, ma la conferma ufficiale dipenderà ovviamente da futuri sviluppi – ha sottolineato – Un tema centrale riguarda proprio la ricostruzione in Ucraina, dove sono previsti investimenti per circa mille miliardi di euro. La sfida principale riguarda la definizione delle linee di demarcazione con la Russia. Ma c’è anche l’urgenza di sviluppare infrastrutture, soprattutto nella parte del Paese che guarda verso l’Europa”.
“Queste zone – ha aggiunto – sono meno infrastrutturate, in particolare a causa della pianificazione risalente all’ex Unione Sovietica. Gli interlocutori ucraini hanno sottolineato l’importanza di coinvolgere esperti con oltre un decennio di esperienza nella ricostruzione, sia tra i funzionari pubblici che nelle maestranze. A tal proposito, il nostro know-how, maturato sul campo potrebbe essere importante. Una condizione necessaria per affrontare una sfida senza precedenti per il mondo occidentale”. (ANSA)