No Viadotto, perchè i comitati non possono partecipare al tavolo interistituzionale?

comitato imolese NoViadotto

DIBATTITO PUBBLICO?
E ALLORA PERCHÉ I COMITATI NON POSSONO PARTECIPARE AL TAVOLO INTERISTITUZIONALE?

La lettera che il sindaco metropolitano Matteo Lepore ha inviato al comitato NoViadotto ci lascia fortemente perplessi.

Il primo aspetto che non condividiamo e che ci lascia l’amaro in bocca, come già sottolineato nella nostra risposta al sindaco, è il fatto che non siano stati presi in considerazione il coinvolgimento e la partecipazione al tavolo interistituzionale dei cittadini interessati dal progetto.
Perché non viene concesso di presenziare e di intervenire ai due comitati che hanno raccolto direttamente le preoccupazioni e le proteste dei residenti, e che fino a questo momento sono stati gli unici ad avanzare proposte concrete di modifica delle ipotesi progettuali presentate da Rfi?

Perché le istituzioni si elevano ad uniche rappresentanti degli interessi dei cittadini?

La promozione del dibattito pubblico in sordina ha già messo a rischio il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini ai quattro incontri online previsti da Rfi.
Ed è stata solamente una mobilitazione dal basso a far sì che la stragrande maggioranza dei cittadini, di Imola ma non soltanto (pensiamo a Poggio, pensiamo a San lazzaro, pensiamo a Solarolo) venisse a conoscenza del progetto e dei suoi contenuti, e che venisse aperto a tutti l’incontro in Consiglio comunale a Imola.

Le istituzioni vogliono ripetere lo stesso errore?

In più occasioni, e in particolare durante le campagne elettorali, viene puntualmente rilanciato l’impegno ad allargare la partecipazione.
È così che viene mantenuta quella promessa?

Il Portavoce protempore
Armando Martignani