Preghiera delle ricamatrici al tombolo – di Agostina D’Alessandro Zecchin
Potrebbe sembrare una storiella di mezza estate,una di quelle notiziole che fanno sorridere… Forse per qualcuno sarà anche così. Non per tutti, però. Nella chiesetta alpina sul San Boldo, costruita dal Gruppo Alpini di Tovena, ogni anno, nel giorno che il mondo cristiano dedica all’Assunta, si celebra la S. Messa cui partecipano, con il Vessillo della Sezione, gli alpini e le loro famiglie, nonchè le Autorità. Per chi ha una benchè minima dimestichezza con questo tipo di cerimonie, di qualsiasi Specialità, è noto che, presi i debiti accordi con il celebrante, prima della benedizione finale, viene letta la Preghiera; questo caso, naturalmente, la Preghiera dell’Alpino.
Così non è stato perchè, prima del rito, sabato 15 agosto, nella chiesetta di Passo San Boldo, tra Treviso e Belluno, il sacerdote ha imposto una versione “riveduta e corretta” della celebre invocazione, evidentemente in nome dell’imperante politically correct.
La frase censurata, quella centrale, che riporto
“…rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana“
doveva, secondo il sacerdote, essere riveduta e corretta, eliminando la parola “armi” e ogni altro richiamo bellico.
Questa preghiera è la stessa che leggeva Don Gnocchi e che leggevano gli innumerevoli altri Cappellani Militari Alpini che sono stati a fianco dei soldati, di conforto e sostegno e che si sono loro stessi comportati valorosamente come eroici soldati della Patria. In fondo, erano “colleghi” del ligio sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto.
Volere, a tutti i costi, eliminare, smussare, cancellare, ridurre… tutto ciò che non è perfettamente allineato al pacifismo dominante rasenta ormai il grottesco. Non sono sufficienti i nostri infiniti guai, i nostri innumerevoli motivi di divisione…
Quella che viene vista come indebita ingerenza della Chiesa nella vita dei cittadini italiani sta assumendo connotazioni quasi comiche.
Ora, si dà il caso che qualche accenno alle armi ci sia, in una preghiera militare, anche in una preghiera soave, suggestiva e colma di sentimento religioso come quella dell’Alpino. Se questa iniziativa prenderà piede, non sarà più possibile leggere, a fine di una messa, alcuna delle invocazioni che ogni Specialità militare ha molto cara, tanto quanto l’Inno.
Adatta alle pacifiche orecchie di questi sacerdoti, decisamente più severi dell’Altissimo, penso quindi che rimanga solo la Preghiera delle ricamatrici di merletto a tombolo…